| Mère,
il cui vero nome è Mirra Alfassa nasce a Parigi il 21 Febbraio 1878 da madre egiziana
e padre turco. Mirra ricevette
un’educazione impregnata di razionalismo positivista e
materialismo: “Ero atea fino al midollo…”; “Avevo
la più solida delle basi: niente immaginazioni, niente
atavismo mistico…”; “Però c’era in me una volontà di
perfezione, il senso di una coscienza senza limite”.
Studiò pianoforte e pittura; per lei la musica e i colori
furono i primi strumenti attraverso cui sperimentò che la
realtà non è quella che ci appare, ma esiste una “vera”
materia da scoprire dietro l’apparenza delle cose, una
“realtà qual è davvero”. Mère non smise mai di cercare e
sperimentare questa realtà nascosta dietro il velo
dell’apparenza: fin dall’infanzia, visse, in modo
assolutamente spontaneo e naturale tutta una serie di
esperienze che comunemente sono considerate “spirituali”
(come la fuoriuscita dal corpo, la visione di dimensioni
sottili, la percezione delle vibrazioni che animano le cose
e gli esseri dietro le apparenze).
Verso il 1904 cominciò a fare
una serie di sogni in cui incontrava un essere vestito di
bianco che lei considerava una divinità indiana.
A 19 anni sposa il pittore Henri
Morisset da cui divorzia nel 1908.
Conobbe
poi Paul Richard, un diplomatico francese, con la passione
degli studi filosofici e delle religioni
comparate, che sposò nel 1910.
Nel 1914 lo seguì a Pondicherry, dove
egli si doveva recare per una campagna elettorale. il 29
marzo 1914 incontrò Sri Aurobindo, riconoscendo in lui il
maestro che vedeva la notte nei suoi sogni.
L'indomani stesso, rivolgendosi al
Divino, scriveva nel suo diario - pubblicato in
seguito sotto il titolo di Preghiere e Meditazioni - queste
parole: "Poco importa che ci siano migliaia di esseri
immersi nella più completa ignoranza, Colui che ieri abbiamo
visto è sulla Terra; la sua presenza basta a provare che un
giorno verrà in cui l'ombra sarà trasformata in luce e in
cui effettivamente il Tuo regno verrà instaurato sulla Terra."
Mirra rimase un anno a Pondicherry durante il quale si recò
ogni giorno da Sri Aurobindo; poi, il 22 febbraio 1915, allo
scoppio delle guerra, ripartì con il marito. Dopo aver trascorso un anno in
Francia si imbarcò per il Giappone, dove rimase 4 anni,
cominciando a immergersi in quello che sarebbe stato il suo
campo di esperienza fino alla fine: la ricerca e la
realizzazione della divinità nell'uomo.
Fece ritorno in India, il 24 aprile 1920, e non
lasciò più Pondichérry. Due
giorni dopo la Realizzazione della discesa della Coscienza
di Krishna nel fisico, il 24 novembre 1926, Sri Aurobindo si
ritirava affidando alla Madre la responsabilità dell'Ashram
e dei discepoli che si erano riuniti attorno a loro, quale Coscienza-Forza che sostiene tutte le attività.
"La coscienza della Madre e la mia
sono la stessa: la Coscienza divina che è una in due, poiché
tale è la necessità del gioco", dice Sri Aurobindo. "Nulla
può essere fatto senza la Sua conoscenza e la Sua forza,
senza la Sua coscienza - se qualcuno sente veramente la Sua
coscienza, sappia che io sono presente dietro ad essa; se
sente me, è lo stesso per la coscienza della Madre ." Ci
dice anche: "Chiunque si volga alla Madre fa il mio
yoga." E in
risposta a una domanda che gli avevano posto sulla Madre,
così scrisse: "Colei che adoriamo come la Madre è la
Coscienza-Forza divina che domina ogni esistenza, unica e
tuttavia così molteplice che è impossibile seguirne i
movimenti anche per lo spirito più pronto e la più libera e
ampia intelligenza".
Qualche anno dopo scrisse a questo
proposito: "Non ho nessuna intenzione di modificare le
disposizioni che ho preso per tutti i discepoli senza
eccezione e secondo le quali è dalla Madre e non
direttamente da me che devono ricevere la luce e la forza ed
è da lei che devono essere guidati nel loro progresso
spirituale. Se ho preso queste disposizioni non è per
qualche motivo provvisorio ma perché è il solo efficace e
vero mezzo, essendo ciò che lei è e ciò che è il suo
potere."
Il 5
dicembre 1950 Sri Aurobindo lasciò il corpo e Mère, a 72
anni, rimase sola a svolgere il lavoro. Nel 1952 fondò con
200 allievi il Centro Universitario Internazionale “Sri
Aurobindo”.
Sri Aurobindo disse: " Senza di Lei la
mia opera non sarebbe stata possibile". Ed è nella
realizzazione di quest'opera che si svolge tutta la vita
della Madre, soprattutto quando, rimasta sola, dovrà
confrontarsi con un Ashram - campionario di tutte le
difficoltà della Terra - . Ma è con la Terra - col suo
passato e soprattutto con il suo futuro - che si confronta
l'opera della Madre, con la vertiginosa accelerazione,
avviata da Sri Aurobindo, della svolta evolutiva in atto,
che prepara il passaggio ad una nuova specie.
Il 28
febbraio del 1968 ci fu la cerimonia di inaugurazione di
Auroville, la
città del futuro, da lei ideata e progettata, a pochi
chilometri dall’Ashram, un laboratorio
sperimentale per un nuovo modo di vivere..
La Madre si trovò a ottant'anni, -
davanti ad un crollo completo della vita spirituale - ed
approderà, al fondo dello yoga integrale di Sri Aurobindo, a
quello che Lei chiamerà yoga delle cellule o di
trasformazione cellulare, che sarà la
chiave di volta di una definitiva mutazione della
coscienza del corpo e della materia. Inizierà così una serie di radicali
esperienze con le quali la Madre aprirà al resto
dell'umanità il passaggio ad un nuovo modo di essere,
altrettanto sconvolgente e rivoluzionario quanto lo fu la
transizione dal primate all'homo sapiens.
Nel 1973, il 17 novembre, il cuore
della Madre, nel pieno di questa mutazione, cessò di battere. Ma
Lei aveva annunciato: "Per vincere la morte bisogna essere
pronti a passare attraverso la morte " E prima ancora:"la
morte non è una cosa inevitabile; è un incidente sempre
accaduto finora (o che in ogni caso ha l'aria di essere
sempre accaduto finora) e noi ci siamo messi in testa, e
nella nostra volontà, di vincere questo incidente e di
superarlo"...lasciandoci e regalandoci la certezza della vittoria
finale..... |