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Hata Yoga
Considerando Sri Aurobindo, bisognerà
non fare confusione sulla parola "yoga". Se si sente
"yoga" con molta probabilità si penserà subito allo yoga
come noi lo conosciamo, cioè come siamo abituati a
conoscere i vari tipi di yoga. Ad esempio l'hata yoga,
lo yoga del corpo, con le varie ananas (posizioni),
oppure il raja yoga, lo yoga della mente, della
meditazione, ecc.
Sri Aurobindo è critico rispetto alle diverse forme
di yoga che si sono formulate e praticate nella storia
pluri-millenaria dell'India. Abbiamo già detto che anche
per Sri Aurobindo lo Yoga è unione, unione tra la
coscienza umana e quella divina. Un'unione che, a seconda
delle prerogative delle singole persone, può avvenire
attraverso il corpo, mediante le azioni, nella mente,
... Non c'è in ultima analisi un solo ed unico tipo di
yoga, valido per tutti. Nella visione di Sri Aurobindo,
i vari yoga che si sono praticati fino ad ora utilizzano
uno o un gruppo di poteri per l'esistenza umana e lo
utilizzano con l'obiettivo del raggiungimento
dell'Essere divino; nel suo yoga integrale invece non
uno ma tutti i poteri, di tutti gli yoga, possono
entrare in gioco. Prendiamo come esempio l'hatha yoga il
cui strumento è il corpo e i suoi poteri. Il corpo viene
purificato,calmato i poteri vengono concentrati, fusi,
elevati, per poi essere riversati nel centro fisico del
corpo umano in cui la coscienza divina è assopita, cioè
nel muladhara, alla base della colonna
vertebrale. Ma in questo yoga dov'è il problema per Sri Aurobindo? Egli dice che la procedura dell'hatha yoga è
troppo laboriosa, troppo lunga e ardua con l'impiego di
troppo tempo e tanta energia. E con quali risultati?
Grande vitalità, lunga vita, buona salute, ecc. Solo che
questi risultati sono fini a se stessi, sono ricercati e
ottenuti cioè in un ottica egocentrica di miglioramento
fine a se stesso della propria persona. In realtà, dice
Sri Aurobindo, io mi immiserisco, mi separo dalla vita
sociale, non disponendomi in un atteggiamento di
apertura e donazione al mondo. La conclusione è - sono
parole sue: " Lo Hatha yoga raggiunge risultati
considerevoli. ma di non grande utilità e a prezzo
esorbitante".
Raja yoga
Consideriamo il Raja yoga. Per quanto riguarda questo
tipo di yoga, lo strumento preso in considerazione è la
mente. La mente va purificata, disciplinata e diretta
verso l'essere divino: in questo modo la mente si depura
dalle sue agitazioni, dalle emozioni, dalle abitudini
inveterate del pensiero e con una capacità di
concentrazione fortificata giunge ad uno stato di tale
assorbimento da cadere in trance. In questo stato di
estasi si conseguano poteri yogici fuori dall'ordinario
e perdendosi nella coscienza suprema, si unisce al
divino. Il problema però, Secondo Sri Aurobindo è che
questa perfezione e assorbimento dipendono dal
raggiungimento di stati anormali e eccezionali della
mente. appunto delle trance. Questa condizione fa si che
nel raja yoga vi sia una sorta di separazione dalla vita
fisica, mentre per Sri Aurobindo tutto l'essere umano
deve essere conquistato della disciplina yogica, e ciò
che viene ottenuto a livello della mente deve abbracciare
anche la sfera fisica dell'uomo. Sri Aurobindo,
giudicando il raja yoga, scrive: " Il nostro
obiettivo è invece quello di rendere la vita spirituale
e le sue esperienze totalmente attiva e utilizzabile
allo stato di veglia, e perfino nell'uso normale delle
nostre facoltà".
Bhakti yoga - Jnana yoga - Karma yoga
C'è poi in India la tradizionale tripartizione della
via della devozione, della conoscenza e delle opere.
Quindi i tre tipi di yoga: bhakti yoga, jnana yoga, e
karma yoga. Qui gli strumenti con cui si lavora
sono il sentimento per il bhakti yoga, l'intelletto per
lo jnana yoga, la volontà attiva per il karma yoga. La
critica di Sri Aurobindo a questa ripartizione è che di
solito si sceglie una delle tre vie a scapito delle
altre due, e qualche volta facendole scontrare fra loro
piuttosto che armonizzarle in una sintesi integrale.
Poi rimane ancora la solita questione: anche questi tipi
di yoga mirano ad abbandonare il mondo, non si
pongono la questione della sua trasformazione, ma lo
lasciano a sé, con il suo peso di sofferenza e morte.
Tantra yoga
Infine vi è la via tantrica. Sri Aurobindo è molto
vicino a questo criterio. Perché? Perché negli altri
yoga la questione è - in sintesi - quella di
allontanarsi dalla natura, in una evasione verso il
divino in alto: pertanto c'è un'opposizione conflittuale
tra il divino, la perfezione,la purezza,da una parte e
la natura e la materia, ciò che è considerato basso,
dall'altra. Nel tantra invece vi è l'idea di un'energia
nella natura,la Prakriti, che si concretizza
nell'universo portandolo al compimento della perfezione.
Quindi lo yoga tantrico non rifugge il mondo, la natura,
ma vi si confronta, riconoscendolo come luogo di
manifestazione dell'Assoluto: non da rifuggire, ma da
divinizzare. Nel presente il problema dello yoga
tantrico, secondo Sri Aurobindo, è dato dal fatto che i
suoi originari principi, nel tempo, sono andati perduti,
si sono trasformati in una serie di indicazioni, di
oscure tecniche, di formule vuote e di difficile
comprensione.
In conclusione quindi: i vari tipi di yoga, con la
parziale esclusione del tantra yoga, sono vie di fuga
dal mondo in direzione di Dio. Di fatto Sri Aurobindo
non ritiene che il dovere del vero yoga sia fuggire dal
mondo. Ci vuole invece una sintesi armonica, perché lo
scopo è la trasformazione integrali del nostro essere in
relazione ad una vita divina.
Quindi lo scopo dello Yoga integrale di Sri Aurobindo
non è la mena liberazione fine a se stessa, come invece
accade più o meno in tutti gli altri yoga, bensì la
divinizzazione dell'intera realtà. "Anche se con lo
yoga si ottiene la liberazione e anche tutto il resto,
non devono essere questi i nostri scopi, il Divino
soltanto è il nostro scopo". E' ancora: "Che il
nostro sia il sentiero della perfezione. non
dell'abbandono; che il nostro scopo sia la vittoria
della battaglia, non la fuga da tutti i conflitti".
Negli altri Yoga si mira ad un abbandono del mondo
per raggiungere un Nirvana o un Paradiso; nello Yoga di
Sri Aurobindo si mira a un cambiamento della vita intera
e dell'esistenza tutta. Negli altri yoga lo scopo è un
raggiungimento della realizzazione individuale; nello
yoga di Sri Aurobindo si mira a ottenere una vittoria
per la coscienza terrestre, per un compimento cosmico e
non al di là del cosmo.
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