Le prime manifestazioni dell'essere psichico sono la
gioia e l'amore. Una gioia che può essere
prodigiosamente intensa e potente, ma senza
esaltazione - tranquilla, profonda come il mare - e
senza oggetto. la gioia psichica non ha bisogno di
niente per essere, semplicemente è; anche nel fondo
di un carcere non può impedirsi di essere, perché è
uno stato, non un sentimento, come il fiume che
scorre e che è felice ovunque passi, sul fango o
sulla roccia, in pianura o in montagna, Un amore che
non è il contrario dell'odio o che non ha bisogno di
nulla per essere, semplicemente è; si manifesta
tranquillo in tutto ciò che incontra, in tutto ciò
che vede, in tutto ciò che tocca, perché non può
impedirsi di amare; è il suo stato; per lui nulla e
basso o alto, nulla è puro e impuro, la sua fiamma
non può essere sporcata, né la sua gioia. Altri
segni ancora si fanno manifesti; è leggero, nulla
gli pesa, come se il mondo fosse il suo gioco; è
invulnerabile, nulla lo tocca, come se fosse per
sempre al di la della tragedia, salvato in anticipo
dagli accidenti; è il mago, vede; è tranquillo,
tranquillo, come un soffio leggero in fondo
all'essere; vasto come se fosse il mare per milioni
d'anni. È
eterno. È
libero, nulla può segregarlo, né la vita né gli
uomini, né le idee, né le dottrine, né i paesi - è
al di là, e malgrado ciò innumerevolmente nel cuore
di tutte le cose, come se fosse uno con tutto, Egli
è Dio in noi.
Per l'occhio che vede, ecco come l'essere
psichico appare: quando si guarda qualcuno che è
cosciente della sua anima è che vive nella sua
anima, dice la Madre, si ha l'impressione di
scendere, d'entrare profondamente nella persona,
lontano , lontano, molto lontano dentro di essa,
mentre, generalmente, quando si guardano gli occhi
della gente (ci sono degli occhi in cui non è
possibile entrare, sono chiusi come una porta), ma
ci sono degli occhi che sono aperti, si entra, poi
subito dietro si trova qualcosa che vibra, che
brilla qualche volta, che scintilla. Allora, se ci
si sbaglia, si dice "Oh ecco un'anima vivente" - non
è l'anima; è il vitale. Per trovare l'anima, bisogna
abbandonare la superficie, ritirarsi profondamente,
ed entrare, entrare, discendere, discendere in un
pozzo profondo, silenzioso, immobile; ed allora là,
c'è qualcosa di caldo, tranquillo, ricco di
contenuto ed assolutamente immobile, e pieno, come
una dolcezza -quella è l'anima. E se s'insiste, e si
è coscienti di se stessi, si produce una sensazione
di pienezza che dà l'impressione d'una cosa completa
che contiene profondità insondabili. E si sente che,
entrando la dentro, molti segreti si rivelerebbero,
come la riflessione di qualcosa che è eterno, come
su delle acque tranquille. Ed i limiti di tempo non
esistono più. Si ha l'impressione d'essere sempre
stati e d'essere per l'eternità.
CHE COSA S'INTENDE PER "ESSERE PSICHICO"
Ciò che si intende nello yoga con il termine
"psichico" è l'elemento dell'anima nella natura, la
pura psiche nucleo divino che sta dietro alla
mente, alla vita e al corpo ma di cui siamo solo
fiocamente consapevoli.
È una
porzione del Divino che permane di vita in vita,
portando le esperienze della vita attraverso i suoi
strumenti esteriori. Col crescere di questa
esperienza essa manifesta una personalità in
sviluppo che, insistendo sempre sul buono, sul vero
e sul bello, infine diviene pronta e abbastanza
forte per dirigere la natura verso il Divino. Allora
può progredire completamente rompendo lo schermo del
mentale, vitale e fisico, governare gli istinti
e trasformare la natura. La natura non si impone più
all'anima, ma l'anima, il Purusha (essere cosciente),
impone le sue ingiunzioni alla natura.
La parte psichica di noi è qualcosa che viene
direttamente dal Divino ed è in contatto col Divino.
Nella sua origine è il nucleo gravido delle divine
possibilità che sostiene questa tripla
manifestazione inferiore di mente vita e corpo. C'è
questo elemento divino in tutti gli esseri viventi,
ma sta nascosto dietro la coscienza ordinaria, non è
sviluppato al principio e, anche se lo è, non è
sempre o spesso in primo piano; esprime se stesso
quel tanto che l'imperfezione degli strumenti lo
permette, con i loro mezzi e con i loro limiti.
Cresce nella coscienza facendo esperienza verso Dio,
guadagnando forza ogni volta che c'è un movimento
superiore in noi, e, infine, con l'accumulazione di
questi movimenti più profondi e più elevati, si
sviluppa una individualità psichica; ciò che noi
chiamiamo solitamente l'essere psichico.
È sempre
questo essere psichico che è la reale, sebbene
abbastanza spesso segreta causa del fatto che l'uomo
si volge verso la vita spirituale, e il suo grande
aiuto in essa. È quindi questo che, che nello yoga,
dobbiamo portare da dietro in primo piano.
L'essere psichico è ben diverso dalla mente e dal
vitale; sta dietro di loro e si incontrano nel
cuore. Il suo sito centrale e là, ma dietro il cuore
piuttosto che nel cuore; poiché ciò che gli uomini
di solito chiamano cuore è la sede dell'emozioni, e
le emozioni umani sono impulsi mentali-vitali, non
comunemente psichici, nella loro natura. Questo
potere che sta dietro, per lo più segreto, diverso
dalla mente e dalla forza-vita, è la vera anima,
l'essere psichico in noi.(Sri Aurobindo).
L'anima è l'essere psichico non sono esattamente la
stessa cosa, sebbene la loro essenza sia la stessa.
L'anima è la scintilla divina che dimora al centro
di ogni essere; è identica alla Divina Origine; è il
divino nell'uomo. L'essere psichico prende forma
progressivamente intorno a questo centro divino,
l'anima nel corso delle sue innumerevoli vite
nell'evoluzioni terrestre, finché arriva il momento
in cui l'essere psichico, pienamente formato e
interamente risvegliato, diventa l'involucro
cosciente dell'anima attorno a cui è formato.
È
a quel punto è identificato col Divino; diventa il
suo perfetto strumento nel mondo. (La Madre)
ATMAN, JIVATMAN E LO PSICHICO
È necessario capire la differenza tra l'anima che
evolve (essere psichico) e il suo Atman, sé o
spirito. Il puro sé è non-nato non passa attraverso
morte o nascita, è indipendente da nascita o corpo,
mente o vita o questa natura manifesta. Non è
vincolato da queste cose, non è limitato, non è
influenzato, sebbene esso le porti e le sostenga.
L'anima, al contrario è qualcosa che scende nella
nascita e passa attraverso la morte - sebbene essa
stessa non muoia, poiché è immortale - da uno stato
all'altro, dal piano terrestre agli altri piani e di
ritorno nell'esistenza terrena. Essa procede in
questa progressione di vita in vita attraverso
un'evoluzione che la conduce allo stato umano
ed evolve attraverso di essa un essere, che
chiamiamo l'essere psichico, che sostiene
l'evoluzione e sviluppa una coscienza umana fisica,
una vitale e una mentale come suoi strumenti di
esperienza del mondo e di una auto-espressione
camuffata, imperfetta, ma in crescita. Tutto ciò lo
fa da dietro un velo mostrando qualcosa del suo sé
divino solo nella misura in cui l'imperfezione
dell'essere strumentale lo consente. Ma viene un
momento in cui è capace di prepararsi a venire fuori
da dietro il velo, di assumere il comando e di
volgere tutta la natura strumentale verso il
compimento divino.
L'espressione "essere
centrale" nel nostro yoga di solito si usa per
intendere la parte del Divino in noi che sostiene
tutto il resto e sopravvive attraverso la morte e la
nascita. Questo essere centrale ha due forme . in
alto è Jivatman, il nostro vero essere, di cui
diventiamo coscienti quando viene la auto-conoscenza
superiore, - in basso, è l'essere psichico che sta
dietro mente, corpo e vita. Il Jivatman è al di
sopra della manifestazione in vita e presiede ad
essa; l'essere psichico sta dietro la manifestazione
in vita e la sostiene.
Lo Spirito è l'Atman, il
brahman, il Divino essenziale.
Quando l'Uno
Divino manifesta la sua sempre inerente
molteplicità, questo Sé essenziale o Atman diventa
per questa manifestazione l'essere centrale
che presiede dall'alto all'evoluzione delle sue
personalità e vite terrene, ma è esso stesso una
porzione eterna del Divino e anteriore alla
manifestazione terrena - para prakrtir jivabhütä(Natura
spirituale).
In questa manifestazione inferiore, aparä prakŗti
(natura più bassa), questa eterna porzione del
divino si manifesta come l'anima una scintilla
del Fuoco Divino, che serve di appoggio
all'evoluzione individuale, sostenendo l'essere
mentale, vitale e fisico. L'essere psichico è la
scintilla che diventa un Fuoco, evolvendo con la
crescita della coscienza. l'essere psichico è quindi
in evoluzione, non è come il Jivatman precedente
all'evoluzione.
Ma l'uomo non è consapevole del sé
o jivatman, egli è consapevole solo del suo ego, o è
consapevole dell'essere mentale che controlla la
vita e il corpo. Ma più in profondità egli diventa
consapevole della sua anima o essere psichico come
il suo vero centro, il Purusha nel cuore; lo
psichico è l'essere centrale nell'evoluzione, esso
precede da e rappresenta lo Jivatman, l'eterna
porzione del Divino. Quando c'è la piena coscienza,
lo Jivatman e l'essere psichico si congiungono. (Sri
Aurobindo)
NATURA DELL'ESSERE PSICHICO
È nella vera natura dell'anima o essere psichico
di rivolgersi in direzione della Divina Verità come
un girasole si volge verso il sole; essa accetta e
aderisce a tutto ciò che è divino o ché procede
verso la divinità e si allontana da tutto ciò che è
una perversione o un rinnegare la verità, da tutto
ciò che è falso e non divino. Tuttavia dapprima è
una scintilla e poi una piccola fiamma di divinità
che arde in mezzo a una grande oscurità; per la
maggior parte è velata nel suo santum interiore e
per rivelare se stessa deve rivolgersi alla mente,
alla forza vitale e alla coscienza fisica e
persuaderle, come meglio può, a esprimerla;
ordinariamente, lo fa per lo più soffondendo interno
a sé la propria luce interiore e modificando con la
sua finezza purificante la loro oscurità o il loro
miscuglio di grossolanità. Perfino là dove c'è un
essere psichico formato, capace di esprimere se
stesso con una certa immediatezza nella vita, essa
non è che una piccola porzione dell'essere - " non
più grande di un pollice nella massa del corpo
umano", secondo l'immagine usata dagli antichi
veggenti - e non è sempre capace di prevalere
sull'oscurità e sulla meschinità ignorante della
coscienza fisica, la fallace sicurezza della mente o
l'arroganza e la veemenza della natura vitale.
Quest'anima è obbligata ad accettare la vita umana
mentale, emotiva dei sensi cosi com'è, le sue
relazioni, le sue attività, le sue forme e figure
predilette; deve lavorare per liberare e accrescere
l'elemento divino in tutta questa verità relativa
mischiata con continui errori falsificanti, questo
amore rivolto all'utilità del corpo animale o alla
soddisfazione dell'ego vitale, questa vita di
un'umanità mediocre costellata da rari e pallidi
barlumi di divinità e mischiata con le tenebrose
sozzure del dèmone e del bruto, infallibile
nell'essenza della sua volontà, è obbligata spesso
sotto la pressione dei suoi strumenti a sottostare a
errori di azione, sentimenti mal riposti, scelte
sbagliate di persone, errori nell'esatta forma del
suo volere, nelle circostanze della sua espressione
dell'infallibile ideale interiore. Tuttavia c'è
un'intuizione in essa che la rende una guida sicura,
più sicura della ragione o più del suo elevato dei
desideri, e attraverso apparenti errori e passi
falsi la sua voce sa essere guida migliore del
preciso intelletto e del ponderato discernimento
mentale. Questa voce dell'anima non è quella
che chiamiamo coscienza - poiché quella è solo un
erroneo e spesso convenzionale sostituto mentale;
questa è una chiamata più profonda e più rara;
tuttavia è più saggio seguirla quando la si ode; ed
è meglio andare alla chiamata dell'anima che andare
apparentemente diritti con la ragione e il mentore
morale esterno. Ma è solo quando la vita si volge
verso il Divino che l'anima può veramente venire
allo scoperto e imporre il proprio potere alle
membra esteriori; perché, essendo una scintilla del
Divino, crescere in fiamma verso il Divino è la sua
vera vita e la sua vera ragione di esistere. (Sri
Aurobindo)